Credito al consumo per lavoratori autonomi, come funziona? Chi può ottenerlo?

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Spesso quando una famiglia, un’azienda o un lavoratore sente la necessità di un valido sostegno economico al fine di affrontare determinate spese, ecco che viene in aiuto il credito al consumo. In tempi economicamente un po’ difficili, ricorrere al credito al consumo può rivelarsi una vera e propria svolta.

Il concetto, fino a non molto tempo fa, risultava abbastanza poco conosciuto. Adesso, con una conoscenza generale sempre più diffusa del mondo finanziario, sempre più persone appartenenti alle più varie categorie fanno ricorso a questo tipo di credito. Esso può essere utilizzato per una serie di finalità (dalle utenze, ai servizi di cui si beneficia, spese, e così via).

In questo articolo approfondiremo in modo particolare il consumo al credito per i lavoratori autonomi. Vedremo prima di tutto le principali tipologie di credito a consumo, e in che modo un lavoratore autonomo può farne richiesta, per qual finalità, quali sono i costi e i requisiti per la concessione da parte della banca o di un intermediario finanziario. Forniremo una panoramica completa dell’argomento affinché un lavoratore autonomo possa chiarire ogni dubbio in merito.

Credito a consumo: di cosa si tratta e come funziona

Il credito al consumo è una sorta di finanziamento che può essere concesso sia da banche sia da intermediari finanziari autorizzati (e cioè iscritti ai registri appositi). Questo finanziamento può essere rivolta a varie categorie: casalinghe, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi e aziende. Vi sono però dei requisiti specifici che bisogna possedere per poter richiedere il credito al consumo: i requisiti validi possono cambiare in base alla banca cui si decide fare riferimento, ma i più comuni sono

  • Non essere scritti nella lista nera dei cattivi pagatori, quindi non avere a proprio carico pendenze e debiti di alcun tipo
  • Il codice fiscale dell’eventuale beneficiario
  • Un conto intestato

Il credito al consumo, può essere definito anche come un prestito personale. Esso può essere concesso in varie forme (ad esempio come revolving o carta di credto). Può essere finalizzato e non finalizzato. La differenza sostanziale consiste nel fatto che il credito al consumo finalizzato viene erogato direttamente nel conto di chi vende un bene o un servizio (per esempio fornitura di luce e gas). Il credito non finalizzato viene ceduto direttamente nel conto di chi lo richiede. Il beneficiario può destinarlo alle spese da affrontare (ad esempio il mobilio da pagare, le rate di un’automobile o di un altro bene).

Credito al consumo per lavoratori autonomi: come funziona?

Una categoria che spesso si ritrova a chiedere la concessione di credito al consumo è quella del lavoratore autonomo. Egli si ritrova a dover fare i conti con le spese di gestione della propria attività, il ché potrebbe non essere facile se gli introiti sono minori dei costi. La sopravvivenza dell’attività, in questi casi viene minacciata da costi di gestione elevati rispetto agli incassi.

In situazioni come queste, il lavoratore in proprio sente sulle proprie spalle la difficoltà nel trovare un equilibrio tra benefici e costi. Per questo ci sono banche e intermediari pronti ad intervenire con il credito al consumo.

Prima di stringere un accordo e richiedere il credito a consumo, il lavoratore autonomo si informa bene sui vari costi e i tassi di interesse della banca di riferimento. Nel caso in cui si tratti di credito a breve termine, le garanzie richieste sono minori rispetto ai finanziamenti a lungo termine. Il lavoratore autonomo viene agevolato soprattutto dal fatto che ciò che ha preso in prestito lo restituirà (con gli interessi prestabiliti) in maniera graduale nel tempo. Ciò gli permette di far fronte alle spese di gestione dell’attività con maggiore serenità.

Come richiederlo?

Questa è una domanda fondamentale su cui vogliamo concentrarci, onde evitare che il libero professionista si imbatta in spiacevoli situazioni ed esperienze negative. Esso può rivolgersi, come già anticipato, in banca o presso intermediari. Si informa sui requisiti necessari affinché possa essergli concesso il credito a consumo.

E’ essenziale che il beneficiario del finanziamento legga con cura e comprenda in ogni sua parte il contratto. L’accordo, nero su bianco, include i costi, la forma di finanziamento ed eventuale finalità. Qualsiasi clausola non sia abbastanza chiara al lavoratore, egli ha il diritto di poter chiedere delucidazioni prima della sottoscrizione. Anche la durata della concessione del credito viene definita in fase contrattuale. Ciò che è indispensabile, è il rispetto del contratto. Ogni banca ha una soglia di importo massimo che può cedere al beneficiario.

E’ bene sapere che la commissione può riservarsi di chiedere alcune informazioni in merito alla sua professione e la destinazione del credito. Questa è una pratica che può essere o non essere attuata, in base alla politica della banca di riferimento. Un consulente si occuperà di fornire, inoltre, tutte le informazioni necessarie sulla forma del credito al consumo concessa e sui tempi e le modalità di restituzione.

I costi e i tassi di interesse

A proposito di credito a consumo e tassi di interesse, certamente avremo sentito parlare di TAEG. Esso è il Tasso Annuo Effettivo Globale, e cioè serve come indica che rappresenta il costo globale de finanziamento. Ogni banca fornisce le dovute informazioni sul tasso di interesse (può essere fisso, a costo zero, ecc…). Conoscere il TAEG di un finanziamento serve a rendersi conto dei costi di un prestito.

In base al tasso di interesse di riferimento, il lavoratore autonomo deve essere in grado di calcolare le sue possibilità di affrontarlo insieme a tutte le altre spese. Questo fattore è importante affinché egli rispetti le clausole contrattuali. In alcuni casi, la banca può decidere di fissare il tasso, quindi esso rimane invariabile per un periodo di tempo stabilito – per esempio un anno -. Dal momento che il contratto parte, al lavoratore autonomo viene ceduto il credito (nelle forma pattuita).

Questo finanziamento, se da una parte allevia ed alleggerisce tutti i costi che comporta una attività propria, d’altra parte richiede attenzione nel rispetto della restituzione del credito. Nel caso in cui vi sia una mancata restituzione del credito, la banca può decidere di sospendere il contratto fino alla definitiva restituzione.