Normativa europea per il credito al consumo, come evitare un prestito illegale

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I prestiti e i siti ufficiali

È importante soprattutto di questi tempi, in cui le frodi su Internet hanno raggiunto livelli altissimi, verificare la serietà dei siti in cui navighiamo. Richiedere i prestiti è molto semplice ormai tramite il web, ma dobbiamo recarci esclusivamente su siti ufficiali e sicuri. Possiamo anche capire se il sito è sicuro, sulla barra delle ricerche, dove è riportato il simboletto del lucchetto. La presenza anche di antivirus, spesso ci aiuta a capire se il sito su cui stiamo viaggiando è legale. Se poi vogliamo essere sicuri, per poter rilasciare dati e documenti, sicuramente possiamo contattare il numero verde oppure un operatore. La cosa importante, sempre e comunque, è non inserire dati sensibili. Usare PayPal per acquisti di beni con rate, può alle volte proteggerci, in caso di azioni fraudolente.

Come riconoscere un prestito truffa

I segnali del fatto che stiamo per incorrere in una truffa, possono essere tanti. Anche se diventano sempre più raffinate le modalità con cui veniamo raggirati. I siti infatti sono costruiti ad hoc per essere confusi con quelli originali. Però possiamo tutelarci, considerando che spesso e volentieri le sedicenti finanziarie agganciano l’utente sulle pagine di banche reali. Commentano un post ad esempio, oppure compiono inserzioni nelle pagine di società certificate, contattando personalmente i privati. Però possiamo notare come questi commenti, e i contenuti delle mail, siano spesso scritti male. Errori grammaticali, confusione in quello che hanno da dire. E se facciamo una ricerca sulla partita Iva che magari è esplicitata, su nomi e cognomi, vediamo non trovare nulla. Inoltre le banche non chiedono mai dati sensibili, in quanto se siamo già loro clienti ne sono già in possesso. Per cui teniamoci lontani da chi ci chiede dati della carta, come numero e scadenza. Inserirli potrebbe rappresentare davvero la nostra rovina.

Somme di denaro per aprire un prestito: segnale di truffa

Un altro segnale di truffa, spesso e volentieri, è rappresentato dalla richiesta di somme di denaro per aprire il prestito. Queste vengono giustificate facendole passare per spese accessorie, di incasso rata. Cosa che normalmente non accade. Inoltre se andiamo a vedere i contratti delle false banche, questi non contengono quasi mai il nome dell’azienda finanziatrice. Sono piene di errori, di forme strane, e numeri di telefono anche stranieri.
Ma la prima cosa che dovrebbe metterci in guardia, è la facilità con cui si promette di erogare somme di denaro. Anche i tempi di rimborso sono importanti, vengono promessi infatti nei tempi assolutamente fuori dalla realtà. Le garanzie non sono solo poco stringenti, ma quasi assenti. Niente busta paga, ma anche niente documentazione reddituale qualsiasi essa sia. Concedendo tranquillamente prestiti anche a cattivi pagatori o protestati.

Come tutelarci: verificare la società erogatrice

Una condotta di comportamento, da tenere sempre a mente, per tutelarci da casi di truffa, è andare a verificare chi è l’ente finanziatore. Infatti solamente chi è abilitato e iscritto regolarmente all’Organismo degli Agenti e dei Mediatori Creditizi, può elargire un finanziamento, perché legittimato dalla Banca d’Italia.
L’intermediario creditizio inoltre presenta l’obbligo di rilasciare al futuro debitore, il Secci, ovvero un prospetto informativo del prestito. Al suo interno possiamo leggere tutti i dettagli, consultare tutte le condizioni.

Evitare di cadere in truffe per finanziamenti

Un’altra condotta alla quale è bene abituarci, per la propria tutela, è quella di verificare subito l’indirizzo web dell’azienda. Ma attenzione, senza cliccare mai su alcun link! Questi sono fraudolenti, e possono indirizzarci a pagine “trappola”. Dobbiamo quindi semplicemente copiare l’indirizzo che compare sull’annuncio e cercare di aprire la pagina tramite un altro browser. Di solito le banche o finanziare di solito hanno un sito ufficiale sulla rete, e la loro storia, è presente ovunque.
Possiamo anche effettuare controlli della società, sui social. Oppure possiamo chiamare i numeri verdi per capire se effettivamente sono reali. Spesso però, come già detto, si tratta di numeri stranieri e questo dovrebbe già destare dubbi.
Si consiglia anche di verificare su OAM (Organismo Agenti Mediatori), se l’azienda in questione è inclusa nell’elenco dei mediatori certificati. Possiamo anche verificare partita Iva, commenti sul web di clienti.

Conclusioni

Per cercare di non incorrere in prestiti illegali e fraudolenti, è bene tenere a mente delle condotte precise di comportamento. È bene informarsi sull’azienda, cercando di non entrare in siti strani ai quali cercano di indirizzarci. Non inseriamo mai dei dati sensibili, ricordando che la banca, se siamo già clienti, li possiede e non ha necessità di richiederli. Va poi detto infine, che è bene non dar conto a proposte troppo surreali con tempi di rimborso record. Non esiste inoltre un prestito, che non si basi su delle garanzie reddituali. Ci sono sì, situazioni in cui la busta paga non è richiesta, ma in sostituzione dobbiamo presentare una certa documentazione reddituale.
Ad oggi richiedere prestiti, il credito a consumo soprattutto, è molto semplice e accessibile tramite le piattaforme di navigazione online. Ma allo stesso tempo è più facile incorrere in finanziamenti illegali e fraudolenti.