Recesso di un contratto di credito al consumo, come farlo e perché

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Se vuoi capire come fare il recesso di un contratto di credito al consumo, sei nel posto giusto. In questa guida ti spiegheremo ogni dettaglio su questa soluzione di prestito per sapere come tornare sui propri passi. Ma prima, scopriamo quali sono le caratteristiche di un credito al consumo.

Credito al consumo: cos’è

Il credito al consumo è una tipologia di finanziamento che consente di fare degli acquisti con la dilazione di pagamento. La banca, o una finanziaria iscritta in appositi registri, farà da intermediario nell’acquisto di alcuni beni o servizi erogando l’importo in un’unica soluzione. La somma verrà concessa al consumatore nei prestiti non finalizzati e direttamente al venditore nei prestiti finalizzati.

Il credito al consumo viene accettato per l’acquisto di beni e servizi destinati alla persona o alla famiglia. Ne sono un esempio l’acquisto di auto, nuove o usate, di elettrodomestici, ma anche di corsi di formazione, di viaggi, di lavori di ristrutturazione per la casa, ecc. Non rientrano in questa tipologia di credito i prestiti a lungo termine, come i mutui ipotecari. Possono accedere al credito al consumo i lavoratori autonomi, con contratto a tempo determinato o indeterminato. Non si tratta di un credito per chi desidera fare degli acquisti per la propria attività professionale o lavorativa.

Il credito al consumo può essere di varie tipo in base allo strumento adoperato. I prestiti possono infatti essere non finalizzati, come i prestiti con cessione del quinto o i prestiti personali, oppure potrà essere un prestito finalizzato all’acquisto di un determinato bene. Potremo trovare anche dei finanziamenti con l’apertura di un conto corrente o di una carta di credito revolving.

Recesso del contratto di credito al consumo: come farlo

Quando si stipula un contratto con il venditore, bisognerà assicurarsi che vi siano indicati anche i diritti di recesso. Il consumatore, infatti, entro 14 giorni dalla firma del contratto, ha il diritto di recedere dal contratto. Per farlo dovrà inviare la comunicazione al finanziatore seguendo le modalità indicate sul contratto. Non servirà fornire alcuna motivazione sul documento.

Qualora il consumatore abbia ricevuto il finanziamento, anche solo in parte, entro 30 giorni dalla comunicazione del recesso, dovrà restituire il credito ricevuto e pagare anche gli interessi maturati fino alla sua restituzione.

Il recesso del contratto del credito al consumo consiste anche nella recessione dai servizi accessori collegati. Ossia tutti i servizi forniti dalla banca o dai terzi, fatta eccezione per i servizi in via autonoma, che non rientrano negli accordi con il finanziatore. Se si tratta di un contratto a tempo indeterminato, il consumatore potrà anche receder in ogni momento e non avrà alcuna penalità né costi aggiuntivi. Però è previsto un obbligo di preavviso non superiore ad un mese.

Quando la banca chiede il recesso del contratto di credito al consumo

Anche la banca o il finanziatore può scegliere di recedere il contratto. Anche in questo caso servirà una comunicazione con almeno due mesi di anticipo.

In questi casi la banca potrà anche sospendere il credito erogato ma dovrà sussistere sempre una giusta causa. Uno tra i motivi che potrebbero portare il finanziatore a compiere questa scelta è il sospetto furto della carta di credito.

Prima di prendere qualsiasi decisione, la banca dovrà comunque comunicare le sue intenzioni al consumatore.

Il finanziatore può scegliere di arrivare al recesso del contratto del credito al consumo qualora il consumatore si dimostri insolvente nel pagamento di alcune rate. Infatti quando non si rispettano le scadente previste per il pagamento delle mensilità, il consumatore potrà ritrovarsi con degli interessi di mora. Ma nei casi più gravi verrà sciolto il contratto e il consumatore dovrà rimborsare subito il debito residuo.

Come scegliere il contratto di credito al consumo per evitare il recesso

Il contratto del credito al consumo dovrà essere firmato prima dell’avvio del finanziamento. Prima di scegliere e firmare dovremo però studiarlo con attenzione. Il finanziatore è tenuto a dare al consumatore tutte le informazioni di cui ha bisogno.

Il creditore dovrà inviare il modulo SECCI per poter consentire al consumatore di valutare con attenzione tutti gli elementi del contratto prima di firmare. Il modulo dovrà contenere tutte le condizioni contrattuali, nonché i dati sul recesso del contratto di credito al consumo, i tassi di interesse e il TAEG, l’importo, la durata e i dati sulle rate. Inoltre dovrà includere vari aspetti legali, le info aggiuntive sulla commercializzazione online ecc.

Per tutto il periodo in cui il consumatore avrà diritto al recesso del contratto di credito al consumo, il finanziatore è obbligato a fornire chiarimenti gratuiti su ogni questione sollevata dal cliente. 

Rapporto col venditore

Quando si contempla l’opzione del recesso del contratto per credito al consumo, è opportuno conoscere i dettagli sul rapporto col venditore. Il venditore potrà infatti concedere al consumatore la dilazione di pagamento, ossia il pagamento posticipato a rate. Non servirà aggiungere i tassi di interesse o altri costi onerosi.

Qualora il venditore concludesse dei contratti di credito al consumo o li promuovesse, dovrà farlo sempre per conto di una banca o un finanziatore. Il venditore non potrà infatti vendere una carta revolving, qualora accadesse potrebbe essere segnalato con un esposto alla Banca d’Italia. 

Inoltre potrebbero esserci dei casi in cui il venditore non consegni i beni o i servizi oggetti del credito al consumo. In questi casi il consumatore potrà rivolgersi direttamente alla banca o all’intermediario finanziario per il recesso del contratto di credito al consumo. Ma prima dovrà richiedere per iscritto al venditore ciò che gli era dovuto. Se si arriva al recesso del contratto, il finanziatore dovrà restituire le rate e gli altri importi già versati al venditore.

Modifica del contratto

Il cliente può anche decidere di modificare il contratto e alcune sue condizioni qualora non potesse più rispettare le scadenze o le regole stabilite nel contratto. Il finanziatore in questi casi può cambiare alcune condizioni contrattuali, in particolare se nel contratto è previsto il diritto del finanziatore di modificare alcuni punti del contratto e se il cliente ha firmato questa parte e se c’è un motivo giustificato.

La causa dovrà riguardare un periodo avvenuto dopo la firma del contratto.